SORRY, BOYS – teatro

PROGETTO SPECIALE RESISTENZE FEMMINILI #TUB2018 Teatro, Guardare vedendo

Auditorium R. Gervasio

Marta Cuscun&agrave.SORRY, BOYSDi e con: Marta Cuscun&agrave.Progettazione e realizzazione teste mozze: Paola VillaniAssistenza alla regia: Marco RoganteDisegno luci: Claudio Poldo ParrinoDisegno del suono: Alessandro SdrigottiAnimazioni grafiche: Andrea PizzalisCostume di scena: Andrea RavieliCo-produzione: Centrale FiesDistribuzione: Laura MarinelliTeste gentilmente concesse da: Eva Fontana, Ornela Marcon, Anna Quinz, Monica Akihary, Giacomo Raffaelli, Jacopo Cont, Andrea Pizzalis, Christian Ferlaino, Pierpaolo Ferlaino, Filippo pippogeek Miserocchi, Filippo Bertolini, Davide Amatolo spettacolo che chiude la sua personale trilogia sulle resistenze femminili: un percorso di ricerca iniziato nel 2009 con il premiato bello vivere liberi! ispirato alla prima staffetta partigiana d’Italia, proseguito con la pratica cinquecentesca della monacazione coatta di La semplicit&agrave. ingannata e concluso con il nuovo Sorry, boys che prende le mosse da un evento di cronaca americana recente. Comune denominatore di queste tre opere, che viaggiano nel tempo e nello spazio, &egrave. la condizione femminile colta in circostanze estreme e manifestata in scena attraverso i pupazzi. Il lavoro di performer di Cuscun&agrave. &egrave. complementare a quello artigianale di Paola Villani che realizza le maschere e i pupazzi che l’attrice fa vivere sulla scena. Gi&agrave. nei lavori precedenti avevamo apprezzato la tecnica dell’artista friulana nella manipolazione di questi straordinari oggetti di scena. La capacit&agrave. di Cuscun&agrave. di dare voce, carattere, intensit&agrave. a ciascun pupazzo &egrave. straordinaria. In Sorry, boys i pupazzi sono ridotti a teste mozze: 12 maschere, realizzate sui volti di altrettanti individui che ci hanno letteralmente messo la faccia, e fissate su pannelli di legno come trofei di caccia. Cuscun&agrave. si muove leggera dietro la struttura metallica che regge le teste, manovrando il meccanismo che regola il movimento facciale e producendo dodici voci dialoganti. Ciascuna con la propria identit&agrave. vocale ed emotiva, che resta salda e definita nonostante il ritmo sostenuto del botta e risposta. Lo spettacolo si interroga su questo insolito progetto adolescenziale portando in scena lo sconcerto, la preoccupazione, la rabbia e l’inadeguatezza di chi ha subito la scelta delle ragazze: i genitori, il preside della scuola, la dottoressa dell’infermeria scolastica e, naturalmente, i ragazzi padri. Invano gli adulti danno la caccia alla strega, alla ragazza che per prima ha avuto l’idea e ha convinto le altre a stringere il patto. Le giovani si proteggono e si negano. L’unica traccia di loro in scena sono i messaggi che si scambiano in chat, proiettati su un display al centro del palco. La scelta consapevole di una maternit&agrave. condivisa a sedici anni rappresenta quel ribaltamento della norma che terrorizza il sistema, che sfugge al controllo, che inchioda gli adulti alle proprie responsabilit&agrave. e condanna i ragazzi per la loro immaturit&agrave.. Cuscun&agrave. coglie con ironia e lucidit&agrave. i cortocircuiti che innescano la rivolta.

Prezzo: intero 18.00|ridotto 15.00|lowcost 12.50

Maggiori informazioni su http://teatriunitidibasilicata.com

venerdì 16 marzo 2018

fonte: materaevents.it